Pubblicazione sul settimanale Ambiente Informa

Su "Ambiente informa", il Notiziario settimanale del Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente (SNPA) è stato pubblicato l'articolo:
Tempeste in montagna. Arpa Veneto con Trans-Alp per migliorare la gestione del rischio

L'articolo è disponibile a QUESTO LINK e parla dei risultati del progetto ad un anno dall'inizio delle attività


Attività sul campo del gruppo Trans-Alp nella foresta danneggiata dalla tempesta Vaia

Attività del progetto Trans-alp su pendii forestali danneggiati da tempeste di vento e suscettibili a futuri effetti a cascata multi-pericolo nella regione pilota del Tirolo orientale

Già a partire dalla fase iniziale del progetto Trans-Alp, i partner di BFW si sono concentrati sull'area del Tirolo Orientale (un grande distretto dello stato federale del Tirolo), dove il forte temporale VAIA (ottobre 2018) ha distrutto migliaia di ettari di boschi di protezione e danneggiato 500.000 metri cubi di legname. Le aree battute dal vento, e per lo più immediatamente ripulite, rappresentano spesso pendii ripidi e inaccessibili vicini a insediamenti o vie di trasporto. In alcuni punti, gli attori responsabili devono fare i conti con "effetti cascata post-tempesta" come frane e valanghe a causa della creazione di nuove aree di rilascio. Questo si adatta perfettamente all'argomento del T3.3 3 “Analyses of cascading effects of storm related land cover change” che fa parte del pacchetto di lavoro WP3 “Approaches and Methodologies for Storm Damage and Loss Observation and Mapping”. Per la campagna sul campo è stato scelto uno dei luoghi più colpiti nella comunità di Kals am Großglockner. La campagna si concentra principalmente sulla distribuzione della neve/formazione del manto nevoso e quale sia l'effetto delle asperità delle aree con ammassi di tronchi sradicati non gestite rispetto alla formazione di valanghe. Un obiettivo a lungo termine è quello di osservare il degrado dell'asperità nel tempo di queste aree non gestite.

 

Figure 1: Windthrown object protection forest site in Kals with the test site at the top

 

Il concetto di base è quello di esaminare le aree con patrimonio boschivo, quelle con residui di sradicamenti (ammassi sradicati dalla tempesta) e il soprassuolo forestale ripulito. Sono previste differenze sostanziali per quanto riguarda la formazione del manto nevoso e la successiva formazione di valanghe. I metodi utilizzati comprendono le misurazioni con lo SnowMicroPen (sonda elettrica, sviluppata dall'SLF), la fotogrammetria basata su droni e la registrazione dei profili della neve. Con SnowMicroPen è possibile misurare la complessa stratificazione del manto nevoso (resistenze alla penetrazione) e la sua variabilità spaziale. Questo è già stato fatto su diversi transetti in terreni con vegetazione diversa. La registrazione dei profili della neve serve, tra l'altro, come convalida dei punti misurati con lo SnowMicroPen. I droni vengono utilizzati per ottenere una panoramica completa dell'altezza della neve. Questi forniscono dati di immagini estese, che vengono compilati in un modello 3D accurato in un complesso processo di post-elaborazione utilizzando nuvole di punti. In questo modo, l'altezza e la distribuzione della neve possono essere osservate nel tempo e convalidate con i profili della neve o con misurazioni manuali della profondità.

Figure 2: Snow stratigraphy measures via the SnowMicroPen

 

Figure 3: Penetration resistances from several SMP measurements along transect no. 2

 

Figure 4: Determination of layering, snow density, snow crystal shapes & stability in snow pits

 

Figure 5: Drone flights and point cloud post processing for photogrammetric evaluation of snow heights / snow distribution

 

Sulla base di queste procedure di esame, vogliamo contribuire a una migliore comprensione della formazione e dell'accumulo di manto nevoso sulle aree forestali danneggiate dalle tempeste. L'obiettivo generale è quello di valutare meglio i rischi multipli e gli effetti a cascata potenzialmente in via di sviluppo. Inoltre, i processi di lavoro applicati nell'ambito di queste campagne sul campo sono descritti nell'ambito del deliverable 3.3 sotto forma di manuale di procedure di lavoro e linee guida.


ARPAV - I risultati del progetto TRANS-ALP nel primo anno di attività

La crescente intensità e la frequenza di eventi meteorologici estremi nella regione mediterranea, presumibilmente collegati ai cambiamenti climatici, minacciano i sistemi ambientali e socioeconomici più vulnerabili. Arpa Veneto, con il Dipartimento regionale per la sicurezza del territorio, è coinvolta in un ambizioso progetto europeo, TRANS-ALP, finanziato nel programma dell’Unione europeo di prevenzione e
preparazione nel campo della protezione civile e dell’inquinamento marino. L’obiettivo generale del progetto è di sviluppare una metodologia integrata per la valutazione multi-rischio a seguito di fenomeni meteorologici estremi e la previsione del loro impatto per le regioni montuose su scala transfrontaliera, al fine di far avanzare ulteriormente i processi decisionali e sostenere la cooperazione transnazionale nell’Unione Europea durante il ciclo di gestione dei disastri naturali. Sono partner di Trans-Alp l’istituto centrale di meteorologia e geodinamica austriaco - ZAMG, l’istituto di ricerca forestale austriaco - BFW e la società vicentina European Project Consulting - EPC.

Fig. 1 – un fenomeno meteorologico estremo, come la tempesta VAIA, crea una serie di problematiche che si possono manifestare con tempistiche differenti: a) frane e alluvioni si verificano durante o immediatamente dopo il fenomeno meteorologico che le ha provocate; b) l’abbattimento degli alberi da parte del vento può generare una serie di nuovi siti valanghivi che in inverni nevosi possono minacciare abitazioni e infrastrutture; c) la vegetazione a terra agevola il prolificarsi del Bostrico Tipografo, insetto capace di uccidere intere porzioni di foresta caratterizzata da piante prevalentemente di abete rosso.

I principali risultati presentati all’Unione Europea nel primo anno di attività

L’attività di Arpa Veneto nel primo anno di progetto si è concentrata sulla revisione critica di diverse metodologie di valutazione multi-rischio utilizzate nei Paesi dell’arco alpino, per cercare di fornire una metodologia concettuale integrata nel ciclo di gestione delle catastrofi naturali.

Soglie pluviometriche di innesco.

L’ambiente alpino a causa dell’elevata energia del rilievo, per morfologia e per le diverse fragilità geologiche connesse alla struttura delle montagne è soggetto a frequenti fenomeni di dissesto come frane, valanghe e alluvioni torrentizie. L’esperienza di Arpa Veneto, maturata negli ultimi decenni nelle procedure di protezione civile, ha portato alla consapevolezza che un modo efficace per mitigare il rischio idrogeologico è migliorare il sistema di allertamento basato su soglie pluviometriche d’innesco. Come dimostrano gli studi della comunità scientifica in tale settore, per identificare delle soglie pluviometriche attendibili è necessario conoscere un considerevole numero di eventi storici di dissesto tale da garantire una solida base statistica rappresentativa del fenomeno meteorologico. Tuttavia i database a b c presenti sul territorio nazionale ad oggi, primo tra tutti l’Inventario dei Fenomeni Franosi Italiani - IFFI, sono ricchi di informazioni sulla corretta ubicazione delle frane, ma sono pochissime le notizie relative a quando queste si sono verificate, rendendo quindi il lavoro di restituzione di soglie pluviometriche particolarmente arduo da effettuare. Nel progetto TRANS-ALP si è quindi sviluppata e proposta al Sistema di Protezione Civile dell’Unione Europea una metodologia che potesse superare questo limite. Il metodo proposto, di facile applicazione, si basa sull’analisi statistica delle precipitazioni registrate dalle stazioni automatiche da quando sono state installate a metà degli anni ‘80. Una volta identificate le precipitazioni massime giornaliere, si estrapolano i valori relativi alle giornate in cui si sono registrate precipitazioni pari al 99° percentile rispetto alla precipitazione massima. Individuate le date potenzialmente critiche, i tecnici di Arpa Veneto hanno ricercato possibili effetti al suolo negli archivi storici dei giornali, nei rapporti dei Vigili del fuoco, nelle relazioni tecniche di enti di
ricerca e dei Comuni.
I risultati sono stati incoraggianti per quanto riguarda soprattutto i dissesti che rispondono alle precipitazioni persistenti caratteristiche delle stagioni autunnali e invernali. La procedura ha portato ad identificare numerosi dissesti che erano già noti, ma non erano mai stati associati ad una data specifica in alcun database ufficiale. Ampliando ed affinando la metodologia, il numero di eventi con danni segnalati è aumentato sino ad un numero significativo per poter analizzare statisticamente le precipitazioni, con lo scopo di identificare soglie di innesco rappresentative per una determinata area.

Raccolta dati sui disastri naturali e webgis.

In collaborazione con gli altri partner del progetto, Arpa Veneto ha condotta un’analisi critica di come le diverse amministrazioni deputate alla raccolta dati relativi ai disastri naturali operano nei rispettivi Paesi. Ciò che è emerso è una grande eterogeneità, a livello europeo, della gestione di questi dati. Tra i pochi aspetti che i diversi database hanno in comune è l’utilizzo di webGIS generalmente aperti alla pubblica utenza per la condivisione dei dati. Ciononostante gli stessi webGIS sono organizzati in modo non uniforme nella rappresentazione del dato e difficilmente contengono informazioni su eventi accaduti prima della loro pubblicazione. Un esempio virtuoso in tal senso, è il webGIS valanghe presentato ufficialmente dal Centro Valanghe di Arabba di Arpa Veneto nel 2021.

Fig. 2 – il webGIS valanghe di ARPA Veneto. Un esempio virtuoso di un database costantemente aggiornato a partire dalla metà degli anni ‘80

 

Nel database convergono, infatti, tutti i dati relativi alla carta di localizzazione probabile delle valanghe costantemente aggiornata, il catasto delle opere di difesa, i Piani delle Zone Esposte a Valanghe e le relazioni tecniche con allegate le fotografie di tutte i fenomeni valanghivi registrati dai tecnici del Centro Valanghe in oltre 30 anni di attività. Nel report sono stati analizzati tutti i sistemi di gestione e rappresentazione dei dati relativi alle catastrofi naturali e sono stati evidenziati i punti di forza e le debolezze di ogni sistema. Infine sono state proposte delle linee guida per la raccolta e la gestione dei dati in modo da fornire ai paesi membri dell’Unione Europea una metodologia il più uniforme possibile anche per una più facile condivisione delle informazioni. Le linee guida spaziano dalle indicazioni sui sistemi di riferimento da adottare durante la mappatura, alla tipologia di dato da registrare, ma soprattutto contengono la proposta di istituire un database comune a scala europea dei disastri connessi agli eventi meteorologici intensi. Il progetto TRANS-ALP è, infatti,
focalizzato a classificare la pericolosità di quelli che sono definiti effetti a catena conseguenti i fenomeni meteorologici intensi. La tempesta VAIA ha certamente insegnato molto in questo senso: la mappatura delle frane e delle zone alluvionate effettuata a ridosso dell’evento non era certo esaustiva degli effetti al suolo che si sarebbero registrati negli anni successivi. Gli alberi abbattuti, infatti, hanno generato numerosi nuovi siti valanghivi, in molti casi insistenti su elementi vulnerabili come case e infrastrutture. Così come gli alberi lasciati a terra al fine di mitigare il rischio valanghivo sino alla realizzazione delle opere di difesa hanno aumentato il rischio di proliferazione del Bostrico dell’Abete Rosso. Nelle prossime settimane verrà pubblicato nel sito internet di TRANS-ALP, grazie ad un visualizzatore webGIS, un esempio di classificazione multi-rischio che tenga conto di tutti i fenomeni che possono verificarsi come conseguenza di una tempesta. Grazie all’esperienza del centro di ricerca EURAC maturata in questo settore, quanto sopra espresso è stato ulteriormente rappresentato grazie al modello concettuale dell’impact chain methodology consistente in un modello di analisi multi-rischio capace di descrivere la relazione causa-effetto tra tutti i fattori che costituiscono la vulnerabilità di un sistema e analizzare i segnali climatici che possono portare ad un aumento del rischio. Il modello è un utile strumento di analisi per il sistema di protezione civile.

 

Fig. 3 – il webGIS del progetto europeo TRANS-ALP presto darà la possibilità di visualizzare in ottica multi rischio le diverse fragilità che possono concatenarsi a seguito di un fenomeno meteorologico intenso come la tempesta VAIA

Modello di simulazione del dissesto post evento estremo.

È stato, infine, sviluppato dai tecnici di Arpa Veneto un modello geostatistico capace di simulare la propensione al dissesto a seguito di un evento, come quello di VAIA, capace di stravolgere gli equilibri morfologici e di copertura forestale di un determinato territorio. Il modello, tenendo in considerazione tutte le caratteristiche morfologiche e di copertura vegetale, grazie ad un algoritmo specifico, restituisce la probabilità di innesco di un fenomeno valanghivo. Una volta individuate le zone di innesco, il modello elabora in automatico il distacco delle valanghe e ne calcola la traiettoria su base morfologica, indicando anche quali elementi vulnerabili possono essere interessati dal transito della valanga. Questo strumento, di facile utilizzo, potrà essere di grande utilità nelle prime azioni di protezione civile che seguono l’evento meteorologico, al fine di individuare le priorità di intervento per la mitigazione del rischio

 

 

Fig. 4 – il modello sviluppato dai tecnici di Arpa Veneto sulla base di alcuni dati input calcola automaticamente le zone di innesco delle valanghe, la traiettoria delle stesse e segnala gli elementi vulnerabili potenzialmente interessati dal fenomeno per restituire, infine, una valutazione del rischio a scala di bacinoProssimi sviluppi del progetto

 

Prossimi sviluppi del progetto

Prime del termine del progetto sarà sviluppato dai tecnici di Arpa Veneto un modello di elaborazione matematica capace di restituire, a seguito di eventi come VAIA, i valori di altezza della vegetazione schiantata a terra. Gli alberi schiantati a terra costituiscono, infatti, una prima protezione contro la possibilità di innesco di valanghe, capace quindi di mitigare il rischio sino a quando non vengano realizzate le opere di difesa; è indispensabile conoscerne l’altezza per capire quanta neve al suolo deve accumularsi prima di creare un reale problema per gli abitati sottostanti. Questo valore diventa poi il punto di partenza nell’applicazione delle diverse procedure di protezione civile in essere ancora oggi nei territori colpiti da VAIA. Al termine del progetto sarà quindi disponibile uno strumento integrato capace di restituire uno scenario multi-rischio a seguito di fenomeni meteorologici estremi e, al contempo, di fornire strumenti di immediata utilità a supporto delle operazioni e procedure di protezione civile.

 


CoupEvent project workshop: Hillslope-channel coupling during extreme events

Il workshop finale del progetto CoupEvent: Hillslope-channel coupling during extreme events si svolgerà online il 14 febbraio 2022. Il progetto si è concentrato sulle interconnessioni tra i processi di mass wasting e la channel dynamic durante gli eventi estremi in Alto Adige, una regione montana paradigmatica.

Massimiliano Pittore, Project Manager di TRAN-ALP, presenterà al pubblico gli obiettivi, i risultati e le attività del progetto TRANS-ALP otre che presentare l'approccio interdisciplinare del progetto.

 

Maggiori informazioni sull'evento a questo link: https://www.eurac.edu/en/institutes-centers/institute-for-earth-observation/news-events/coupevent-final-workshop


Pubblicazione su Der Standard

Il quotidiano austriaco Der Standard ha pubblicato un articolo che parla del progetto, dei suoi obiettivi e delle sue iniziative. L'articolo, in tedesco, è raggiungibile da questo link.

 


Pubblicata la prima info-grafica del progetto

La prima info-grafica del progetto TRANS-ALP è pubblicata. Le informazioni sono relative al Deliverable 2.2 Hazard Dataset Historical Events
Il deliverable 2.2 discute il tema dell'identificazione degli eventi temporaleschi che hanno colpito la regione di confine tra Austria e Italia. In particolare, il focus è sugli stati austriaci Carinzia e Tirolo Orientale, nonché sulle regioni italiane Trentino – Alto Adige e Veneto. Nonostante la loro vicinanza geografica, tutte e tre le regioni presentano caratteristiche meteorologiche e climatologiche diverse, svolgendo un ruolo importante in termini di identificazione degli eventi e ulteriori analisi.

 


Online workshop – Registrazioni video ora a disposizione

Nell'ambito del progetto TRANS-ALP, EURAC Research, con il supporto di EPC srl e ARPAV, ha organizzato il workshop online " Risk Governance of Severe Wheather Under Climate Change" con l'obiettivo di sensibilizzare e promuovere la discussione sul rischio derivante da gravi eventi idro-meteo nel contesto dei cambiamenti climatici. È stata l'occasione per evidenziare e analizzare potenziali somiglianze tra disastri passati e recenti, come Vaia, inondazioni dell'Europa centrale e altri, come esempi su quello che potrebbe accadere in futuro, prendendo in considerazione i dati e le stime più recenti sul cambiamento climatico.

Il workshop si è svolto online in due sessioni, con l'intervento di relatori di alto livello, e una discussione guidata.

L'evento, parte dell'iniziativa All4 Climate Italy,  era rivolto a ricercatori, professionisti e responsabili politici nei settori della previsione, prevenzione, gestione, valutazione dei rischi e dei disastri, ma anche alle autorità locali, agli operatori della protezione civile, ai ricercatori sui cambiamenti climatici e al pubblico in generale.

 

Le registrazioni del Workshop sono disponibili qui: 30-September-2021 OnLine event – Trans Alp (project-transalp.eu)


A causa delle temperature sempre più alte, in Alto Adige sta aumentando anche l'intensità dei fenomeni metereologici

Questo trend è destinato a continuare, con una previsione di innalzamento delle temperature da 1°C a 4°C entro la fine del secolo come spiegato da Dieter Peterlin meteorologo della Provincia autonoma di Bolzano. Quest’ultima previsione è la più catastrofica poiché lo sviluppo di temporali dipende da diversi fattori, come l’umidità dell’aria o il vento e un innalzamento delle temperature di tale portata presuppone un aumento di energia nell’atmosfera e il conseguente sviluppo di violenti temporali nelle zone dell’arco alpino.

Il progetto Trans-Alp tra i suoi obiettivi, cerca di monitorare tutti questi parametri per fornire strumenti pratici e metodologie per la previsione dell'impatto transfrontaliero e la valutazione del rischio alle autorità e alle parti interessate, così da poter prevenire i danni che questi eventi metereologici violenti potrebbero infliggere ai sistemi ambientali e socioeconomici nella regione alpina.

Condividiamo l'interessante intervista al meteorologo della Provincia autonoma di Bolzano Dieter Peterlin: CLICCA QUI